ANDAMENTO MUTUI E TASSI 2017

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A ottobre 2016 si era registrato il minimo storico per il tasso dei mutui per l’acquisto di abitazioni e a novembre la crescita dei mutui attivi per le famiglie era stata una delle migliori performance dell’anno. A novembre 2017 si è registrato invece un calo del 20,4% delle richieste di mutui rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una delle cause di questo calo è però da imputare al continuo ridimensionamento della dinamica di surroghe e sostituzione, che va a distorcere il dato reale delle richieste di nuovi mutui.

Prosegue invece il trend positivo dell’importo medio richiesto dai mutuatari pari a 128.351 Euro con un aumento del 2,2% in più rispetto al 2016. Si registra inoltre l’incremento del 3% rispetto al 2016 delle preferenze verso piani di rimborso a medio-lungo termine, di durata superiori ai 15 anni. La durata media dei mutui erogati infatti è passata in un anno da 20 a 22 anni, mentre l’età media dei richiedenti rimane costante a 38 anni.

Per quanto riguarda la scelta del tipo di tasso, gli aspiranti mutuatari continuano a preferire il tasso fisso. Guardando alle altre tipologie, la percentuale di coloro che hanno optato per un mutuo a tasso variabile è scesa del 4,42% rispetto al 2016; sono raddoppiate invece le richieste per il tasso misto (dal 2,35% al 4,71%) e ha registrato una rapida crescita la scelta del tasso variabile con cap (dal 0,24% al 2,66%).

 

Quali sono le differenze tra queste tipologie di tassi?

Tasso fisso
Il tasso di interesse resta quello fissato dal contratto per tutta la durata del mutuo: gli importi delle singole rate rimangono sempre gli stessi.

Tasso variabile
Il tasso di interesse segue l’andamento del mercato. Può rivelarsi particolarmente conveniente, ma all’opposto le rate possono anche aumentare seguendo le oscillazioni del parametro di riferimento stabilito sui mercati monetari e finanziari.

Tasso misto
Prevede una componente fissa e una variabile con una o più scadenze (due, cinque o dieci anni) al termine delle quali è possibile rinegoziare le condizioni iniziali.

Tasso variabile con cap
Il tasso di interesse varia in base all’andamento del parametro di riferimento senza poter però superare una soglia prefissata, il Cap, cioè il tetto massimo oltre il quale il tasso non può aumentare, fissato nel contratto.

 

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A presto!

 


Geom. Filippo Benetollo