Edifici ad energia quasi zero

immobile fonti rinnovabili

Per edifici ad energia quasi zero (nearly Zero Energy Building – nZEB) si intendono gli immobili che hanno consumi estremamente bassi di energia per il riscaldamento, raffrescamento, illuminazione, ventilazione e produzione di acqua calda sanitaria.
La Direttiva Europea 31/2010/CE prevede che dal 2019 tutti gli edifici pubblici di nuova costruzione siano nZEB e che tutti gli altri edifici lo siano dal 2021.
Un edificio nZEB deve avere un maggiore isolamento termico dell’involucro edilizio e deve disporre di impianti termici che siano alimentati da fonti rinnovabili.

Riguardo l’obbligo di utilizzo delle fonti rinnovabili in Italia, l’Allegato 3 del Decreto Legislativo del 3 marzo 2011, n. 28, sancisce che:
“Nel caso di edifici nuovi o edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria e delle seguenti percentuali della somma dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento:
a) il 20 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013;
b) il 35 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016;
c) il 50 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è rilasciato dal 1° gennaio 2017.”

La normativa esclude quindi la maggior parte delle fonti energetiche ora utilizzate, come il metano e il GPL, le quali non potranno essere inserite nella progettazione di nuovi edifici o nelle ristrutturazioni importanti ma potranno essere usate solamente come impianto di riserva in caso di guasti o imprevisti.
Le tipologie di energia derivanti da fonti rinnovabili che la norma considera sono quelle derivanti da fonti rinnovabili non fossili, come l’energia eolica, solare, aerotermica (in cui la radiazione proveniente dal Sole viene acquisita attraverso un mezzo assorbente ed successivamente usata per riscaldare l’aria degli ambienti), geotermica (che sfrutta il calore naturale della Terra), idrotermica (immagazzinata nelle acque superficiali sotto forma di calore), oceanica (che sfrutta le maree, il flusso dell’acqua, le onde, la differenza di temperatura fra le acque fredde e quelle tiepide e il gradiente salino), idraulica, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione, biogas e biomassa.

Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), prevede che nei prossimi 5 anni, in tutto il mondo, si apriranno centrali elettriche alimentate da fonti rinnovabili che saranno in grado di creare energia pari ad un milione di megawatt, il che è uguale alla metà di tutte le centrali a carbone che sono state costruite negli ultimi 80 anni. La fonte rinnovabile che verrà utilizzata maggiormente sarà quella prodotta dai pannelli fotovoltaici (in cui viene immagazzinato il flusso di energia che produce il silicio quando viene colpito dalla luce del sole).

Infine, l’Aie prevede che nel 2022 il paese che riuscirà ad ottenere più energia usando le fonti rinnovabili sarà la Cina con una produzione che arriverà a circa 370 GW; seguita dagli Stati Uniti, India ed Europa, con poco più di 100 GW.

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A presto!

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Geom. Daniele Benetollo